19 Settembre 2009

ATTORI ATTRICI CAMERAMEN FILMAKER

IMPORTANTE: CERCO ATTORI/ATTRICI/CAMERAMEN INTERESSATI A PARTECIPARE A CORTI TEATRALI E PER VIDEO, A MILANO.
Per ora non ci sarà un compenso, ma i video saranno inviati a festival di cortometraggi e televisioni, alcune cose sono già presenti in my space e you tube, sempre cercando il nome: Bruno De Domenico.
Gli interessati scrivano a: brunodedomenicobis@yahoo.it
oppure anche su facebook sempre a Bruno De Domenico.
Però dovete accettare il rischio di diventare ricchi e famosi, e di cambiare il mondo!

 
21 Dicembre 2007

contro il bastardo

che grazie a dio è tornato al suo regno: la galera
firma contro il bastardo assassino, per principio.

http://www.petitiononline.com/07101977/petition.html
 
20 Dicembre 2007

Capodanni anarchici

capodanni vegetariani

capodanni antivivisezionisti

capodanni cimiteriali

capodanni cinerari

cosa fai a capodanno, dove vai a capodanno, con chi sei a capodanno,

non dirmi che non vai da nessuna parte, non dirmi che non ti divertirai?

Non crederne di vederne cento, capodanni,

ne vivrai sì e no settanta, ottanta,

i primi te li perdi tutti perché sei troppo piccolo,

non puoi apprezzare il capodanno,

qualcuno lo passi malato,

e gli ultimi in attesa della morte,

così diminuiscono ancora, i capodanni,

devi usarli, sfruttarli, consumarli.

Dove vai a capodanno?

A trovare la compagna morta? Il figlio morto, la mamma morta?

Ma loro sono morti! Come possono apprezzare il capodanno?

Lo vuoi passare con loro? Ma amico mio, deliri proprio!

Loro non patiscono la solitudine,

né a capodanno, né a Natale, né a Pasqua, loro sono morti, e tanto basta.

Anche tu sei quasi morto?

Ti senti vicino a loro più che a noi, che ridiamo ed esultiamo?

Beh allora tu stai al tuo cimitero,

e noi staremo al nostro bel veglione

 
04 Novembre 2007

TORTURA D'ALLEVAMENTO

GODETEVI LE VOSTRE PELLICCE, GUARDATE COME SONO BELLE, ANCHE QUELLE "D'ALLEVAMENTO"


http://www.petatv.com/tvpopup/video.asp?video=fur_farm&Player=wm
 
29 Ottobre 2007

notturno

svegliami

perché un giorno anche tu potresti non essere più al mio fianco,

e persino al fianco di nessun altro,

mentre io ti ricordo, e ti desidero, e rimpiango quella notte

quando tu non mi svegliasti, per non svegliarmi,

nel più profondo della notte.

Svegliami, e abbracciami, e baciami, e accarezzami, e toccami,

nel più profondo, nel più oscuro, dentro la notte più buia, e più pesta,

amore mio, perché notti verranno,

e altre notti ancora, in cui nessuno potrai abbracciare, e svegliare, e abbracciare, e baciare, e toccare, al tuo fianco,

notti in cui non avrai accanto un amore, un uomo, un essere umano pronto a sostenerti, e abbracciarti, e che non penserà di rimproverarti perché tu l’hai svegliato nel cuore della notte,

e perché verranno notti, e verranno giorni, in cui anch’io non avrò accanto il tuo amore, e forse l’amore di nessun altro, e inutilmente allora mi dannerò per tutte le notti che non ero stato svegliato, per tutte le volte, che per esitazione, per un dubbio, per un troppo reverenziale timore non mi è stato chiesto l’amore e l’affetto che altro non volevo che darti, e regalarti, anche e soprattutto nella notte più oscura e più densa, nel momento più triste e più tragico, ma anche nel più banale e normale,

quando mai mi sarei aspettato che con gesto regale e supplichevole tu ti avvicinassi al mio corpo e mi avresti chiesto l’amore caldo, e dolce, indimenticabile, che alto non volevo e aspettavo e speravo tu mi chiedessi, anche e soprattutto dentro la notte più buia e più pesta, e più oscura, così densa come l’amore che avrei voluto regalarti e regalarmi, che rimpiangerei, in futuro, di non aver potuto regalare,

sol perché tu non volesti svegliarmi nel cuore della più oscura e più sconfortante e più tenebrosa notte.

Svegliami dunque nel cuore della notte, perché in un’altra notte io potrei non essere più al tuo fianco, o tu al mio fianco, e anche essendoci, potrei non essere più lo stesso, che ti chiede e ti suplica di svegliarlo nel cuore della notte, e il nostro amore potrebbe non esserci più, e tu potresti non desiderare mai più di ricorrere al mio aiuto, e al mio corpo, e alle mie carezze, nel cuore della notte.

Svegliami dunque, adesso, in questo istante, amore mio, nel cuore della notte, nella più buia e più tempestosa e sconfortante e più orribile, e nella più quieta e placida, e serena e dolce, e calda e romantica notte, non soltanto per chiedermi aiuto e coraggio, ma anche per condividere la luna piena, le stelle senza nuvole, o le nuvole senza stelle, e il calmo sussurro del mare, e il profumo della sabbia, o semplicemente il tuo esistere, in quella notte, gioiosa di essermi accanto, e anch’io, destatomi nel cuore della notte, condividerò la gioia che tu, e solo tu, sia accanto, a me, e io, e solo io, di essere accanto a te.

 
25 Ottobre 2007

titolo nuovo diario

Pubblico il sito dove si può leggere la cosa in un contesto più chiaro

http://ea6gk.blogspot.com/2007/10/la-provocacin-repugnante.html

PS: mi informa Zingarella che il cane è morto. Opporsi a questa cosa può impedire l'affermazione di tale genere di "arte".
 
24 Ottobre 2007

titolo nuovo diario

Guillermo Habacuc Vargas ha organizzato una mostra espondendo cio' che di migliore il suo genio potesse partorire: UN CANE LEGATO AD UNA CORDA,DESINATO A PERIRE DI FAME DINANZI AI CURIOSI OSSERVATORI, ESPERTI DI PSEUDO-ARTE.L'Idea geniale,brillante,rivoluzionaria e' stata addirittura premiata con un invito all'artista in questione a partecipare alla Biennale Centroamericana del 2008 come rappresentante del suo paese.BOICOTTA LA PRESENZA DI GULLIERMO HABACUC ALL'EVENTO,CONTRO LA DISUMANITA' CHE SI SPACCIA PER ARTEL'ARTE NECESSITA DI STRUMENTI MIGLIORI http://www.petitiononline.com/13031953/

PUBBLICATELO SUI VOSTRI BLOG, MANDATELO VIA MAIL, FATE GIRARE E ANDATE A FIRMARE!!!!!!


inoltratelo con le vostre mail e liste personali io non riesco a pubblicare qui le foto ma sul blog di "zingarella" che ha diffuso la notizia ci sono anche le foto, sono ripugnanti.
Chiunque pensassa a commenti banali o stronzi tipo chi se ne frega perché è troppo ignorante e stupido per capire è pregato/a di non fare alcun commento in proposito e di girare fuori dai coglioni e di interrompere immediatamente ogni conttato con me (per esempio togliersi dagli amici). GRAZIE!

 
03 Luglio 2007

TANTE POESIE

8   2  

Una classe di  frustrati, emarginati, disagiati.

A lezione, in mensa, a lezione, in mensa, a lezione in mensa.

Fin nelle  nostre visceri vomitiamo la polvere che gli altri ci fanno mangiare,

scorrazziamo tra le macchine,

ridiamo,

facciamo finta di ridere,

aspettiamo semplicemente che qualche malattia ci schiacci,

sarà forse l'unica cosa che varrà la pena di combattere,

l'unico scopo per cui sarà giusto vivere.

   

20   2  Forse il suicidio sarebbe il mio ultimo sprazzo di vita. *

  

GOLPE  5 12

Il colpo di Stato interno al tuo cervello

è pienamente riuscito,

e dentro di esso si sono installati loro:

gli omini della Polizia.

   

LA PATENTE  (22 2 )

Caro Papà,

ti ringrazio molto per la carta da bollo

e per la domanda alla Prefettura

e per il certificato di residenza,

ma il fatto è che a me non importa molto avere la patente.

L’unica cosa di cui mi importi, per la verità,

è poter dormire in pace fra queste quattro mura,

dormire più di quanto le mie stesse stupide illusioni vorrebbero permettermi,

dormire nell’oblio di tutte le donne, di tutti gli uomini,

di tutte le scuole di recitazione.

Dormire al riparo dagli sguardi di tutti gli uomini che ti conoscono

e di tutte le donne che non ti conoscono.

Dormire libero da ogni ripensamento,

da ogni galateo, etichetta, opinione, discussione.

Dormire, dormire, dormire,

tra queste quattro mura di latta e di diamante,

queste mura che profumano di una libertà mai vissuta prima d’ora,

queste m ura che ricordano, com è strano,

delle fantasie erotiche che facevo da bambino,

delle fantasie che ormai ho dimenticato.

    

da oltre tre ore sono in  cerca di quell'idea favolosa

che mi permetterà di mandare tutto al diavolo 

e di insistere col mio mondo

pieno di nutella e nocccioline

finestre e battenti chiusi si oppongono recisamente

a ogni dialogo tra me e la luce tra me e il mondo tra me e il sole.

    

La laurea, la donna, la ragazza, la sposa.

scopare, fare l'amore, chiavare, fottere.

e poi morire.

   

Estate

Masturbazione.

e dopo e ancora dopo.

studio.

e dopo e ancora dopo.

musica.

e dopo e ancora dopo e ancora dopo e ancora dopo e ancora masturbazione
e ancora musica e ancora
 studio e dopo ancora
 studio ancora musica ancora masturbazione e sempre dopo e sempre meglio
e tanto prima o poi
tutto questo dovrà finire
e la musica e lo studio e la masturbazione e questo fiume di speranze sprecate, buttate via,
galleggianti in un mare di sperma
 e di sudore mentre una vecchia barca affonda al suono di una musica, almeno quella, splendida.

E ancora musica ancora masturbazione ancora pioggia su tetti bagnati
su gatti appestati su amplessi malati
su studi buttati su
donne stuprate su cibi avariati su libri strappati su case bruciate banche saltate matrimoni sbagliati
suicidi tentati, falliti,
mancati. E magari qualcuno riesce.

  

8  Milano

Da questa stanza di Milano rovescio su un computer

le mie speranze pretestuose di un futuro tempo libero

che già so non troverò

come non troverò del resto una donna col quale riempirlo.

E mentre il mio buon angelo mi spinge a perseverare e a finire in fretta

con maniacale insistenza dicendomi che si tratta soltanto dell’ultimo sforzo,

io già troppo vecchio per cascarci lo prendo un po’ in giro

con controllati cucchiaini di nutella,

rispondendogli, o forse senza neppure compiere quest’altro ultimo sforzo,

che le nostre vite,

i nostri studi  e le settimane lavorative

le storie d’amore e i viaggi in metropolitana

così come le vacanze estive e le scorribande in false villeggiature

i falsi festini, falò, barbecue, riunioni di fine anno e feste da ballo con tacchi consunti,

tutto questo è un labirinto senza tregua di ultimi sforzi

che infine non trovano un mare in cui sfociare

e altra cascata, violenta rapida e indesiderata, non trovano,

che non sia la morte.

   

22 4  12:10

Devi chiuderti nel tuo mondo d’avorio, torre di avorio, la gente intorno a te rumoreggia,
devi dire stupidaggini per scaricare
 la merda dal cervello, non puoi neanche pensare alla donna con cui facevi l’amore,
che ti ha sempre mandato al diavolo
quando più ne avevi bisogno. Cerchi un’intimità che non troverai mai, con una donna, con un’amico,
un gruppo o un’ideologia.

Dovresti studiare per l’esame di stato, ma perché ti sei laureato, per fare contenta la mamma?
 ’ una continua intermittenza di speranza e disperazione. Non sarà in quei capelli corvini, non sarà
in quel nasino all’insù, in quel collo perlaceo o in quegli
occhi verdi azzurri o neri che troverai rispecchiata la tua anima. Non c’è specchio che possa esaudirti,
che possa riflettere la tua pesante, ingombrante, contorta anima.

   

ALL’UNIVERSITA’ (Roma, 21 6  13:40)

All’università manterrai un’equa distanza dalla bionda e dalla bruna,

tra gli scalini dell’edificio centrale, terza colonna sfiorata dal vento.

All’università incontrerai Marco e Mattia, Giorgio e Giovanni,

prenderai un caffè e un tramezzino,

importunerai una ragazza formosa con la maglietta arancione e i pantaloni neri,
e i seni bene in evidenza.

All’università scruterai gli occhi, e le gambe, se la sua gonna te lo consentirà, di chi ti siede di fronte.

All’università vagherai tra le mura solo come un pazzo nella notte di natale.

All’università vedrai volti conosciuti di persone che non hai mai incontrato,

manifestazioni e assemblee e riunioni che hai ripreso con la telecamera ma a cui
non hai mai partecipato,

farai a botte con giovani di opposte fazioni politiche,

fotograferai scritte eversive e omosessuali nei gabinetti dei poliziotti,

occuperai abusivamente posti a sedere prenotati con dieci anni di anticipo,
e gli interessi a fruttare,

una vena poetica zampillerà fino all’esaurimento
come la dolce morte degli antichi e nobili, grandi spiriti romani, con le vene
 tagliate, calde e generose,

e una bella ragazza col rossetto color malva nel frattempo ti guarderà morire.

Intanto la tivù continuerà senza un attimo di posa a trasmettere sciocche e inutili cialtronerie,

i fascisti continueranno a insistere imperterriti del grande complotto giudaico-massone,

e i rossi, dal canto loro, fisseranno la giusta linea direttiva per la futura imminente
e definitiva rivoluzione.

La Chiesa cattolica, infine, toglierà il veto alla frequentazione di discoteche circhi equestri
e messe demoniache,

con tanto di sesso accluso rivendibile in cassette pornografiche per una nobile beneficenza in Africa.

Dopo la storica Lega dei Comunisti s’imporrà in tutto il mondo la lega per l’abolizione
dei comportamenti strani:

bizzarri e poeti di tutto il mondo unitevi,

si potrà dormire ovunque per la strada,

far l’amore e defecare, e persino morire, dove si vuole e quando si vuole,

e tutte le poesie saranno raccolte in una nuova notte dei cristalli,

perché non sia mai che si ripeta un secondo caso Majakovskij,

e verranno bruciate in un grande falò;

non prima, però, di aver preparato un’efficace sceneggiatura, una benemerita
sintesi cinematografica.

E anche la Bibbia verrà trasmessa in spot.   

   

Si, poi ci sentiamo, ci scriviamo, certo,

usciamo, ci incontriamo, ci rincontriamo,

sì, certo, non ci perdiamo più d'occhio,

certo, sì, poi ci vediamo, ci incontriamo,

parliamo del più e del meno, sì, certo,

diventiamo amici, diventeremo grandi amici

   

12:55 9 10

Fino a che punto potrai osservare gli altri,

potrai reggere il loro sguardo,

potranno reggere il tuo sguardo,

potrai mostrarti amico o nemico,

di estrema destra e di estrema sinistra,

potrai fare il buffone, il giullare,

15 caffè 40 cappuccini e 50.000 coltellate nella schiena.

Fino a che punto potrai sperimentare

versi folli, versi sconnessi,

e con questi versi infinocchiare gli altri.

      

Bollettino di guerra n.115

Ore 14:24  21 10

Fino alle 10, ho dormito.

Fino alle 10, ho ripassato a memoria un brano di Shelley e un brano di Berkoff.

Fino alle dieci me ne sono strafregato e strafottuto dell’esame di Stato per l’abilitazione.

Fino alle dieci mi sono finto anarchico nascondendo la croce celtica e gli abiti del KKK.

Fino alle dieci ho parlato con Marta

fino alle dieci ho cucinato sempre la stessa pasta con lo stesso pomodoro

ho invitato gli stessi amici

ho fatto l’amore con la stessa donna

ho litigato con lo stesso inquilino

ho scritto la stessa poesia

ho aggiustato lo stesso motorino

ho assistito gli stessi handicappati

sono morto per la stessa guerra

ho pianto per lo stesso film

ho abbordato la stessa donna con le stesse stupide domande le stesse
stupide risposte lo stesso matrimonio gli stessi figli
la stessa sedia a dondolo computer casa al mare e cassa al cimitero.  

14:30

PERCHE' AMO GLI AMMALATI PSICHICI

 

PERCHÉ AMO GLI AMMALATI PSICHICI
Perché io sono come voi.

Perché come voi attendo il giorno del riscatto,

perché la vostra altalena di speranza e disperazione,

dove quest’ultima ha sempre l’ultima parola,

è la mia stessa altalena,

perché come voi, coi vostri occhi e con le vostre orecchie,

e col vostro cuore e con la vostra bocca, percepisco gli altri,

il cosiddetto mondo esterno,

in esso trovo le stesse minacce, gli stessi nemici e ostacoli,

come voi mi sbatto contro il muro militaresco del gregge,

come voi paurosi, pauroso anch’io,

e come voi coraggiosi, anch’io altrettanto coraggioso.

Come voi nascosti, ipersensibili e avvolti nel segreto,

così anch’io, come voi infantile, come voi ingenuo, come voi ignaro,

come voi incapace di comprendere il mondo e di essere da lui compreso.

Forse è l’ennesima proiezione, l’ennesimo sfruttamento, l’ennesima strumentalizzazione, di un meschino
 infinitamente più colpevole, più adattato, più compromesso di voi.

Ma io mi sento così vicino a voi.

E questo è un fatto.

LAURA

11  11  

Londra. Hyde Park. Cercavo lavoro. Rita. Antonella. Anna.. Vincenzo.

La mia inglesina. La mia inglesina.

Sarà giusto provare emozioni?

La tua mente stupida, col suo apparato insensato e inutile,

t'inganna fin quando finisci di vivere.

La mia inglesina.

E quando ti viene un tumore non puoi far nulla per guarire,

ma se vuoi puoi affidarti alla filosofia, o alla religione.

La musica, la musica, la musica.

Amore mio amore mio amore mio.

Laura Lucisano.

"Ti sei bisticciata con tuo padre?" Ti chiesi.

L'anno dopo tu non ti ricordavi che io ero Bruno e che ti avevo fatto quella stupida domanda.

L'anno dopo non ricordavi più chi ero.

Ora ricordo, mentre scrivo, Laura.

Una volta ti vidi in chiesa e sorridevi, Laura, e sorridevi.

Tuo padre era morto da poco, Laura,

e quando andai al cimitero vidi la tomba dov'era seppellito tuo padre,

e dove forse un giorno verrai seppellita tu,

e al cimitero c'era anche un mausoleo con la scritta: "A MIA MADRE",

e io pensavo che quel figlio aveva voluto molto bene a sua madre,

perché per lei aveva fatto fare una tomba grande grande.

E anche io nel giorno dei morti andavo al cimitero di Messina,

e c'erano tanti morti.

Fummo quel che siete sarete quel che siamo.

C'erano tanti vecchi, e tutta la città si recava al cimitero

per andare a vedere delle pietre dietro le quali erano nascoste milioni di ossa ammuffite e marce e insignificanti.

Per quelle ossa compravano fiori, lumini, statue,

per tutte quelle ossa che non ci dicono niente;

c'erano dei giocattoli per le ossa di cadaveri di bambini,

ma loro non potranno mai giocare con quei giocattoli,

e sarebbe un sacrilegio rubare l'unica cosa che avrebbe senso rubare.

Al cimitero c'erano migliaia di croci.

Idealismo kantiano,

e ricordo delle pannocchie, e salivo su una montagna di terra

e c'era un ferro, era alta cinque metri ed era alta dieci metri, e poi il Liceo.

I festini di Natale al liceo, quando pensavo di essere normale.

Veronica, Veronica, Veronica, Veronica,

esibizione senza crudeltà.

Smettetela di torturare gli animali.

Vi supplico, vi prego, smettete di torturare gli animali.

 
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